STREET SWINDLES (OR SWINDLES ON THE ROAD)

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Swindles, the ones I use to call “on the road”, are so widely proportional with human fantasy that a digest itself wouldn’t be enough to spell the list. The swindlers are such a kind of multitasking-minded people, who make the worst use of their creative cleverness, besides they are very skilled talkers, if we mean communication as a “rational act“ performed by someone who perfectly knows how to adapt his talents to the goal he aims to, in a particular circumstance. This ability is essential for a cheat to work, and it’s not so easy to save oneself from the trap. The old swindles, even thanks to the media outcry, are now widely known and identifiable by most of people who can oftenescape, but a swindler needs to survive too, which means that by a fewarrangements and a bit of experience he can ever work out new trickssuitable enough to hit the mark. So, just remember that when you park your cars in front of a supermarket, someone is looking over you, and if you hold a shoulder-bag, or a waist-bag, especially if you are alone, the trap is ready to go off. Once you get back to the car, after you’ve put your stuff on the nearside, you start the engine and leave, but only just later you realize something is wrong, and suddenly an other car comes alongside yours, and someone makes you gently notice that you have a flat tyre. What you probably can’t guess at the moment is that the same gentleman who is now offering to help you change the wheel, is the offender himself who previously saw to get your wheel deflated. And that’s it! While you curse and bustle about your spare-wheel, your kind-helper’s accessory steals the bag you had left unguarded, inside the open car, and after all who would lock his car while changing a wheel? This is known as the “flat tyre swindle”. One more amazing and ingenious trick is smudging your outside rear-view mirror, or the bumper of you car, with a coloured chalk exactly the same as the offender’s car. At this point, the swindler waits for you to overtake him, both while he is speeding along or stopping at the side of the road, then he finally reaches you and ask for you to stop. His aim is to make you notice that his car got damaged, because of your passing. He wants you to believe you have a responsibility towards the matter, once he can show you the scrape of your car that matches the colour of his! You admit your fault and he can lead you to compensate for the damage. This is known as the “chalk swindle”. But it could even happen that someone makes you softly crash into his car, and by chance the impact makes a most expensive cell-phone (such an I-phone or a Samsung Galaxy 3, both expensive, but not new, and that is the trick!) fall from the glove compartment and gets the display shattered; what you certainly can’t know is that, in spite of the brand, the object was already dented, since it had been bought second hand, old and half-cracked, for next to nothing, on E-bay. It is the “dent-phone swindle”. I could go on, or even invent myself some kind of new swindle, but what’s more is that such tricks so properly work because in many cases it’s just us who prefer to be cheated. We often pick out to avoid a pointless expense or a waste of time, and so keep off the Insurance Companies, or sometimes we feel the need to be free from a fussy, hot-tempered spouse, which leads us to accept a short-cut; it’s exactly what a swindler relies on. As he knows that since we wish the matter was closed here and now, we actually lay open to a swindle. Now that I think of it, in the early 80s, a comedian trio from Naples, used to repeat a slogan at the end of their comic tv-show; they were the Trettrè and their slogan sounded “Bear in mind that saving is never earning”. Thanks to this successful quip, we may even end the argument, with a simple advice: do never negotiate a deal with anyone, on the road; if and when somebody invites you to settle any account on the spot, without involving the Insurance Company, in order to avoid a rise in costs, feel even free to accept, but only in the presence of a Police patrol, since the cops may write an official report and moreover check the real identity of your opposite party. At this point, a swindler chooses to drop his plan and give up his unlawful trade, but if it all is true and hides no cheat, your interlocutor is surely willing to wait for the Police to arrive. So, do never pay anything when you’re alone on the road. At all events, remember to jot down the number- plate of the questioned vehicle, in order to report it to the Police, and prevent any other unfortunate-one from being cheated. When it is possible, take a picture of your interlocutor’s car, as he moves away, paying attention not to be seen as well: it could be of use to any possible inquiry.

By: Opportunity suits the thief. The neighborhood watch

Francesco Caccetta

Traduttore: F. Falvo

Editore: MGC Edizioni

Anno edizione: 2016

 

Libro L’occasione fa bene al ladro 2

ofbal2 copertina ebookIl nuovo libro di Francesco Caccetta per insegnare in maniera semplice ma scientifica ai cittadini, come difendersi dai reati predatori. In questo nuovo lavoro, vengono affrontati ulteriori temi relativi ai furti e le truffe. L’autore si sofferma a lungo sulla psicologia del ladro, definendo un vero e proprio fenotipo, trasmettendo al lettore, una competenza nel precedere le azioni delittuose permettendo così a chiunque di rimanere immuni dai furti e dalle truffe. Molti luoghi comuni vengono sfatati come, ad esempio, i furti di notte con presunto uso di anestetici, con la testimonianza di due medici autorevoli, sia nel campo veterinario, sia in quello umano. La materia viene analizzata da ogni angolo ed anche il falso stereotipo dei furti, rapine o truffe sotto ipnosi, viene spiegato in maniera semplice ma con basi scientifiche. Un ampio spazio viene lasciato al progetto del Controllo di Vicinato, di cui l’autore è uno dei tre padri, con spiegate le procedure per avviare i gruppi nei propri territori. Restano alcuni capitoli del primo libro, indispensabili per avere maggiore contezza sull’argomento. Un libro alla portata di tutti, pensato per i cittadini e per le forze dell’ordine, per rendere più efficace la collaborazione tra loro e sollecitare il senso di appartenenza al proprio quartiere o paese che sia. Uniti si vince è la parola d’ordine, più volte pronunciata da Francesco Caccetta che non ama definirsi scrittore, ma semplicemente, uno sbirro che scrive! Buona lettura. #castelritaldi #controllodivicinato

Potete acquistarlo anche in ebook https://www.ibs.it/occasione-fa-bene-al-ladro-ebook-francesco-caccetta/e/9788898803255

Controllo di Vicinato patrimonio degli italiani. Favoloso aumento delle Associazioni che promuovono il progetto e aderiscono alla Rete Nazionale di ANCDV (Associazione Nazionale Controllo di Vicinato).

Dieci anni di Controllo di Vicinato in Italia. Evoluzione naturale del progetto.

Gli Italiani sanno benissimo che, da molti anni, i concetti di Sicurezza percepita e Sicurezza Partecipata sono diventati bagaglio culturale di tutti. Le condizioni socio-economiche e la multietnicità del nostro Paese hanno portato i cittadini e le Istituzioni a rivedere le dinamiche di Sicurezza ed i reciproci rapporti, al fine di migliorare le condizioni di vita delle città e dei piccoli centri. L’isolamento dovuto all’individualismo che si è venuto a creare all’interno delle nostre comunità, e tutte le problematiche ad esso connesse, ha risvegliato il carattere forte e determinato degli italiani che finalmente, guidati dal volontariato, si stanno riprendendo i propri territori difendendosi dai reati predatori in stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine. All’estero, gli stranieri sono colpiti dalla nostra determinazione, dalla forza di carattere, dallo spiccato senso di appartenenza. Gli italiani, da sempre, si battono per la loro terra con un coraggio invidiabile. Tutte queste caratteristiche hanno fatto si che quel senso di insicurezza percepito, mutasse in una reazione pacifica ma capace di trasformare una risposta emotiva in una razionale e praticabile e tutto questo ha fatto nascere in tutto il territorio nazionale, le pratiche di controllo di vicinato. Queste attività, consistono in aggregazioni spontanee di cittadini, abitanti nelle stesse vie o nello stesso condominio o addirittura quartiere, che imparano ad eliminare le vulnerabilità che rendono più facile l’agire dei ladri e delinquenti vari, recuperando di conseguenza, un rapporto efficace con le Forze dell’Ordine locali con le quali collaborano a stretto giro e senza mai sostituirsi a loro.

Leggi  tutto l’articolo: loghi internazionali cdvhttps://www.convincere.eu/criminologia/855/controllo-di-vicinato-patrimonio-degli-italiani

INWA e le pratiche del Controllo di Vicinato per contrastare il maltrattamento degli animali

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Il progetto del Controllo di Vicinato non potrà certo occuparsi di tutte le tipologie di maltrattamento degli animali, quali la mattanza dei tonni, la caccia alle balene o la caccia alle foche, oppure delle fattorie della bile in Cina o della corrida ma, come già sta accadendo in molte parti di Italia, potrà contribuire alla migliore condizione di vita e, spesso, anche alla salvezza degli animali da compagnia o da allevamento.

Non servono certo particolari competenze per osservare comportamenti illegali: cani che sono incatenati tutto il giorno, a volte senza cibo ed acqua e senza un riparo; ferite non trattate; mal nutrimento; guaiti improvvisi e continui; animali lasciati nei loro escrementi e non puliti ecc… Da un’accurata ricerca effettuata in rete, che ognuno può svolgere dal proprio computer di casa, emergono centinaia di casi di maltrattamento di animali in ogni parte del mondo, spesso risolti con il salvataggio in extremis della povera bestiola proprio grazie all’intervento dei cittadini e, quasi sempre, dei gruppi spontanei di neighbourhood watch locali.

In che cosa consiste l’intervento dei neighbourhood watch e come si auto-organizzano i cittadini?

Il progetto si basa su tre pilastri fondamentali.

Il primo importante punto è sicuramente quello del recupero della coesione sociale tra gli abitanti di una determinata via, condominio, quartiere, ecc… Significa ritornare od iniziare un percorso di condivisione del senso di appartenenza, mutua assistenza e vigilanza reciproca. Significa essere consapevoli che anche il singolo contributo di ognuno è indispensabile per mantenere l’ordine e la sicurezza nella propria strada senza scaricare le responsabilità agli altri. Ognuno, da solo, è deputato ad osservare e vigilare sulle proprietà private e pubbliche del proprio contesto sociale e su quello che ogni giorno accade intorno a lui. Le segnalazioni al 112 devono essere fatte individualmente e senza pensare che qualcun altro lo stia già facendo, per non incorrere nell’errore originario che è quello che ha prodotto negli anni sessanta del Novecento l’effetto spettatore, o sindrome Genovese, che ha poi fatto nascere, come risposta, i Neighbourhood Watch americani, di cui il Controllo di Vicinato è la declinazione italiana.

Il secondo punto definisce il rapporto con le Forze dell’Ordine e con le Polizie Locali, con le quali bisogna dialogare con competenza considerando le loro aspettative in termini di segnalazioni qualificate. È stato più volte spiegato che le centrali operative delle polizie hanno necessità di avere elementi concreti da riscontrare nell’immediato, prima di inviare una pattuglia sul posto, anche al fine di stimare le priorità degli interventi. In questo caso, i componenti dei gruppi del Controllo di Vicinato sanno esattamente cosa fare, imparando, nella fase della formazione, come prendere una targa di un veicolo sospetto prima di fare la segnalazione al 112 e come osservare le dinamiche che si svolgono sotto i loro occhi. Tornare ad essere comunità produce effetti inaspettati ed aumenta la sicurezza nei propri spazi sociali.

Il terzo punto, quello che è probabilmente il fulcro ed il segreto della riuscita del Controllo di Vicinato, consiste nell’individuazione e nell’eliminazione delle proprie vulnerabilità comportamentali e, tutti insieme, di quelle ambientali. Questo è il punto più importante del progetto, che a volte viene tralasciato o sottovalutato, fuorviati dalla spinta emotiva della coesione sociale, che resta comunque l’elemento trascinante del progetto.

Una gran parte degli abitanti dei centri abitati possiede un animale domestico, mentre in campagna non pochi hanno a che fare con animali di vario tipo per motivi di allevamento, ma non tutti sono in grado di gestirli o trattarli come loro meriterebbero. L’atavica convinzione che alcune specie animali non sentano dolore o non soffrano psicologicamente, induce spesso le persone ad un approccio di tipo anaffettivo con gli amici non umani. Navigando in rete, è possibile leggere di alcune storie avvenute in diversi Stati, anche non europei, come ad esempio in India (Panchkula), dove gruppi di vicini, dopo avere osservato un cane lasciato giorni interi sul balcone di una casa in una palazzina, senza acqua, senza mai essere portato fuori a passeggio e sottoposto alle intemperie, hanno prima lanciato una allerta sulle loro chat ed in seguito avvisato le autorità competenti che sono intervenute salvando l’animale da una prevedibile brutta fine. Sempre in India, alcune persone hanno direttamente affrontato un loro vicino che prendeva a bastonate tutti i cani del quartiere, costringendolo a smettere con la minaccia di avvisare la polizia locale. L’utilizzo dei sistemi di messaggistica istantanea (WhatsApp o simili) tra i gruppi di neighbourhood watch permette una reportistica immediata sia tra i membri dei sodalizi, sia con le Forze dell’Ordine che possono, così, intervenire subito ed evitare altre sofferenze agli animali. Un altro punto di forza dei gruppi di Controllo di Vicinato, specialmente in Italia, è quello della ricerca e ritrovamento di animali smarriti o sottratti ai proprietari. Il sistema di messaggistica sul telefono, con il quale sono in contatto tutti gli appartenenti ai gruppi, permette in tempo reale di segnalare la scomparsa o lo smarrimento di animali, con la pubblicazione di fotografie ed altri dati utili al ritrovamento. Decine di episodi ogni giorno confermano l’utilità del sistema dei neighbourhood watch per rintracciare gli animali prima che possa loro capitare qualcosa come, ad esempio, gli incidenti stradali o che possano essere intercettati e rapiti da persone che si divertono a torturarli ed ucciderli. I gruppi di Controllo di Vicinato, oltre a svolgere le proprie attività di controllo informale per la prevenzione dei reati e le altre ad esse correlate – quali la ricerca ed il rintraccio di persone sparite od animali smarriti -, si occupano spesso di altre cose sempre legate al mondo del volontariato e che rientrano nello spirito solidaristico del sodalizio. Alcune persone che operano all’interno di gruppi di neighbourhood watch stranieri ed anche italiani si preoccupano di trovare fondi e materiali per gli animali randagi o per quelli custoditi nei canili, offrendo la propria opera e la propria vigilanza per gli animali meno fortunati che non hanno famiglie che li possano accudire. Si può citare, ad esempio, il caso della Neighbourhood Watch Society di Lethbridge (città del Canada situata nella Provincia di Alberta) che ricorda, nella propria pagina Facebook, di donare cibo e giochi per animali ospitati in una clinica locale. Il maltrattamento degli animali, sia quello evidente e plateale che capita spesso alla luce del sole e sotto gli occhi di molte persone, sia quello che avviene dietro i muri delle case o delle masserie, non è molto diverso dal maltrattamento degli umani, che a volte viene ignorato dai più, con l’errata convinzione che ciò che accade dentro casa degli altri non sia di nostra competenza. Qualsiasi comportamento che possa causare la sofferenza di altri va perseguito e segnalato senza indugi che, altrimenti, potrebbero provocare eventi irrimediabili. I membri del Controllo di Vicinato conoscono benissimo le modalità di reportistica immediata alle Forze dell’Ordine in caso di persone sospette ed anche quando ravvisano comportamenti illeciti in danno di persone o animali. La velocità nel segnalare comportamenti violenti o scorretti nei confronti degli animali, che al contrario degli esseri dotati della parola e del libero arbitrio non possono denunciare niente, permetterebbe di salvare molte vite dei nostri amici non umani e renderebbe più Umana questa nostra società.

Inwa organizza corsi gratuiti per la formazione di gruppi di Controllo di Vicinato in tutta Italia. Contattateci scrivendo una mail a segreteria@inwa.it.

Nasce l’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato (ANCDV)

ANCDVRoma, 16 maggio 2018
Oggi a Roma è stata costituita l’Associazione Nazionale Controllo Di Vicinato (www.ancdv.it). Tra i fondatori vi sono buona parte di coloro che circa dieci anni fa hanno portato l’esperienza del Controllo di Vicinato in Italia ispirandosi al modello anglosassone del Neighbourhood Watch. Tra i fondatori della nuova associazione si annoverano Roberta Bravi, Francesco Caccetta, Leonardo Campanale, Stefano Leprini, Rodolfo Principi, Paolo Ruotolo e Mirella Seccafieno.
Il Controllo di Vicinato ha visto la luce in Italia alla fine del 2008, con la nascita dei primi gruppi sorti in tre città (Rodano, Castel Ritaldi e Caronno Pertusella). In poco meno di dieci anni il progetto è stato protagonista di una diffusione esponenziale, riuscendo rapidamente a radicarsi in oltre 500 comuni d’Italia, coinvolgendo centinaia di migliaia di famiglie in più di 12 Regioni. Tutto questo grazie al’impagabile contributo di centinaia di volontari, oltre che del sostegno di Forze dell’Ordine ed amministrazioni.
Il “Controllo di Vicinato” rappresenta sicuramente uno dei fenomeni più rilevanti sviluppatisi in Italia in questi ultimi anni. Il desiderio di partecipazione alla vita ed alla sicurezza della propria comunità ed il sano e rinnovato “impulso solidaristico”, più attento alle necessità della gente, sono elementi che hanno certamente contribuito al suo straordinario successo.
L’enorme sforzo profuso in questi anni è stato ampiamente ripagato dai feedback positivi delle Prefetture e Forze dell’Ordine. Infatti il protocollo del Controllo di Vicinato, indipendentemente da chi lo abbia promosso e diffuso, sta generando a livello locale effetti estremamente positivi in termini di maggiore inclusione e coesione sociale e, dato fondamentale, rimozione delle vulnerabilità.
Gli ultimi provvedimenti sulla sicurezza, varati dal Governo, ed il numero crescente di Prefetture che hanno invitato i comuni a sottoscrivere protocolli d’intesa per la promozione del Controllo di Vicinato, hanno aperto la strada ad un’ampia diffusione di questo progetto. Diffusione che però rischia di generare tante, seppur splendide, “isole” tra loro scollegate e senza una positiva sinergia. Per questa ragione si è sentita l’esigenza di fare un passo avanti, realizzando finalmente “una libera casa comune”, per tutte queste singole esperienze locali. Una sorta di Controllo di Vicinato 2.0, capace di raccogliere e valorizzare il patrimonio di tutte quelle competenze e peculiarità territoriali, per una maggiore condivisione ed organizzazione a rete delle stesse.
La nuova rete nazionale della sicurezza partecipata è libera, in quanto non è necessario tesserarsi ad alcuna associazione centralizzata bensì, al contrario, attraverso la rete potranno relazionarsi agilmente, e con diverse modalità, singoli cittadini, gruppi di Controllo di Vicinato e associazioni locali che per spirito solidale perseguano la mission della sicurezza, la cura e la protezione delle persone e dei luoghi, con una particolare attenzione alle fasce più vulnerabili – come ad esempio anziani, adolescenti, ecc.
In conclusione, il Controllo di Vicinato è un progetto fatto di persone per le persone, apolitico ed apartitico, a cui tutti possono partecipare, a costo zero.
Insieme si può.
Ufficio Stampa ANCDV
ufficiostampa@ancdv.it