Il controllo di Vicinato quale strumento di prevenzione dei furti di animali d’affezione.

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(Ricerca INWA – Italian Neighbourhood Watch Association ©).

L’importanza sociale dei pet nelle nostre famiglie è ormai cosa nota. Dall’analisi di recenti studi scientifici[1] in merito al ruolo degli animali da compagnia (“pet”) all’interno dei nuclei familiari italiani, è emerso che gli stessi sono veri e propri membri della famiglia e concorrono alle dinamiche domestiche e al benessere psico-fisico di tutti i membri della casa soprattutto delle persone meno giovani o che vivono sole. Nel nostro Bel Paese, si è stimato che ben oltre il 35% degli over sessantacinque[2] ha un animale d’affezione in casa con il quale trascorre molto tempo della giornata, con effetti benefici che vanno dal buonumore all’attività fisica. Gli animali suscitano sentimenti di tenerezza e felicità e ci danno l’opportunità di fare attività fisica che spesso la pigrizia ci impedirebbe di svolgere. Cosa c’è di meglio che una bella passeggiata con il nostro cane? Oltre ad abbassare il colesterolo e a migliorare la circolazione sanguigna del nostro corpo aiutiamo anche le finanze pubbliche la cui spesa sanitaria risparmiata, grazie al migliore stile di vita negli anziani, reso possibile grazie alla presenza degli amici non umani, è stata stimata in quattro miliardi di euro. Forse è per i suddetti motivi, o magari per molti altri ben noti a tutti i possessori di animali, che la presenza dei pet nelle famiglie italiane raggiunge cifre considerevoli. Sono, infatti, circa sessanta milioni[3] gli animali d’affezione presenti in Italia, una media di circa un pet per ciascun abitante e 2,3 per ogni famiglia (1 gatto ogni 3,5 famiglie e un cane ogni 3,7 famiglie). La lettura di questi dati ci conduce a un altro ragionamento che apre le porte al lato oscuro della materia. Quando ci sono grandi numeri, inevitabilmente, si attivano le menti dei delinquenti che mirano al possibile business e ai guadagni illeciti. Il mondo sommerso del furto e della rivendita degli animali domestici conta numeri molto alti e spesso non è così evidente poiché i media non sempre ne parlano. In realtà il fenomeno ha delle proporzioni preoccupanti.  Solo nel 2017, infatti, risultano rubati 36.000 cani di razza.  Secondo quanto si legge da un report dell’associazione AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) sono in forte aumento (+12% rispetto al 2016) i furti di cani di razza. Nel 2017 i furti di cani denunciati e segnalati sui social sono stati oltre 36.000 mentre nel 2016 i furti dei cani di razza sono stati circa 32.000 contro i 30.000 del 2015. I cani maggiormente presi di mira dai ladri sono stati anche l’anno scorso quelli di piccola taglia con una percentuale che supera il 58%. Oltre ai Chihuahua e ai Pinsher sono aumentati i furti dei Bulledogue Francesi e dei Bulldog inglesi. Molte anche le denunce per furti di cani da caccia, mentre tra i cani di grossa taglia i furti hanno riguardato principalmente i cuccioli. Aumentati anche i furti di Pastori Tedeschi.  I cani di piccola razza in età fertile rappresentano complessivamente il 70% dei cani rapiti nel corso dell’anno appena terminato.  Le regioni con il maggior numero di furti sono Lombardia, Piemonte, Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana e Piemonte[4]. Il rischio di vedersi rubare il proprio animale d’affezione non è altissimo, in termini di percentuale (0,06%) ma per chi è proprietario di un amico a quattro zampe il solo pensiero diventa un incubo. Per questo bisogna comunque correre ai ripari e cercare di applicare alcune strategie o almeno evitare comportamenti a rischio ed eliminare le vulnerabilità che creano le occasioni che fanno bene al ladro (cit. “L’occasione fa bene al ladro” di Francesco Caccetta ed. MGC 2016).

Furto dell’animale domestico.

Sono proprio le nostre cattive abitudini che spesso spianano la strada ai ladri e mettono a repentaglio i nostri beni più preziosi, siano essi soldi o gioielli, oppure i nostri amati amici pelosi. Alcune persone, per fare una commissione veloce lasciano il loro cane legato fuori dal negozio, oppure in macchina e al ritorno rischiano di non trovarlo più, poiché magari si è liberato e si è allontanato da solo oppure perché qualcuno l’ha portato via. Come si è detto prima le vittime prescelte sono i cani di razza. Il loro pedigree diventa moneta contante nelle tasche dei delinquenti, ai quali poco importa il dramma che si sta per consumare per il proprietario dell’animale. Del resto, quando il ladro fa il confronto dei costi e benefici, non può che prendere atto che il furto di un cane di razza, comporta davvero pochissimi rischi a fronte di un bel guadagno. Per questo motivo, secondo la teoria criminologica delle attività routinarie, si afferma che per un crimine che si verifica, occorrono tre elementi: un aggressore motivato; una vittima designata; l’assenza di un difensore ovvero l’incapacità dei presenti di prevenire che il crimine accada. In questo caso, vista la debole difesa che un cane può mettere in atto, e l’indifferenza altrui che spesso regna sovrana nelle nostre strade, non è difficile che il criminale possa agire indisturbato e in brevissimo tempo senza correre alcun rischio. I cani rubati, possono poi prendere vie diverse, tra le quali, oltre alla vendita a metà prezzo rispetto ai negozi specializzati, vi è quella più orribile dei cosiddetti “cani da esca” usati per addestrare i cani da combattimento (le vittime prescelte sono pastori tedeschi, Doberman Pinsher e American Pit Bull Terrier). Altra possibilità di destinazione dei cani di razza rubati può essere quella meno traumatica di essere venduto a qualche disonesto allevatore per la riproduzione di animali con Pedigree (un buon motivo per sterilizzare o castrare il vostro cane). Alcune piccole organizzazioni criminali o bande di nomadi senza scrupoli, sfruttano la conosciuta pratica della ricompensa per animali smarriti, “sequestrando” l’animale in attesa dell’offerta del proprietario promessa a chi lo ritrova. C’è inoltre un’altra ipotesi, fortunatamente meno frequente, che riguarda coloro che vendono animali rubati e smarriti per la ricerca scientifica dove vengono utilizzati cani e gatti per il test e la sperimentazione biomedica. Questi banditi sono spesso indicati come rivenditori di serie B. Sono intermediari che rubano oppure acquistano gli animali da rivendere, nei mercatini o da privati che vogliono disfarsi di cucciolate indesiderate. Come proteggere quindi gli animali domestici? Prima di dare alcuni consigli di base, sarebbe opportuno fare alcune considerazioni di tipo sociologico, cercando di comprendere come e perché tutti questi reati predatori possano avvenire, così facilmente è per quale motivo i ladri hanno sempre più possibilità di riuscire nei loro intenti, nonostante i furti, in questo caso di animali ma in genere i reati predatori, vengano commessi in orari diurni e spesso davanti a molte persone. Nella parte precedente, abbiamo accennato all’indifferenza delle persone ed al fatto che affinché il furto possa avvenire, in base alla teoria delle attività routinarie, occorrano tre elementi concomitanti: un aggressore motivato, una vittima designata e l’assenza di un difensore ovvero l’incapacità dei presenti di prevenire che il crimine accada. Analizzando questa teoria, non possiamo fare a meno di costatare che l’attuale predisposizione umana al senso di comunità e di mutua assistenza è andata, nel corso degli ultimi anni, scemando, sostituita da un individualismo pregnante, che porta tutti inevitabilmente all’isolamento. Quest’ultimo è la causa dell’agire indisturbati dei delinquenti nei nostri territori. Proprio per il crescente individualismo che produce isolamento, c’è stata da pochi anni una tendenza a riscoprire il sentimento di comunità e di aiuto reciproco tra i cittadini, in armonia con il proprio territorio e in ausilio delle Forze dell’Ordine. Un crescente senso di appartenenza e di collaborazione che in moltissime parti del Paese sta facendo rinascere la percezione della sicurezza. Questi sentimenti, da sempre facenti parte dell’imprinting degli uomini e in questo caso degli italiani (Capitale Sociale – Robert Putnam) sono stati riscoperti e strutturati nelle pratiche del Controllo di vicinato, presenti in molti comuni italiani, che stanno dando ottimi risultati in termini di realizzazione della cosiddetta Sicurezza Partecipata. Il Controllo di Vicinato è un progetto strutturato che attualmente viene promosso da diverse associazioni sparse nel territorio italiano, con lo scopo di promuovere la coesione sociale attraverso la partecipazione dei cittadini in un piano di Sicurezza Partecipata; aiutare le persone che abitano in un determinato territorio ad individuare ed eliminare le loro vulnerabilità ambientali e comportamentali; insegnare ad avere un dialogo costante e proficuo con le Forze dell’Ordine a mezzo di segnalazioni qualificate. Questo programma, permette alle persone che lo adottano, di tornare al senso di comunità e rendere più protetto il loro territorio e, di conseguenza, difendere i loro beni, compresi gli animali domestici, rendendo la vita difficile ai ladri. Recuperando la coesione sociale, s’instaura quel clima di collaborazione e mutua assistenza che fa si che ogni persona residente in una determinata zona diventi l’occhio vigile per se e per i vicini, segnalando ogni anomalia alle Forze dell’Ordine, con una reportistica immediata e qualificata, e si diventa custodi della propria via, impedendo ai delinquenti di vario tipo, di avere libero e facile accesso alle altrui proprietà. Logicamente non sarà sufficiente questo per impedire a chiunque di colpire le nostre abitazioni o di portare via i nostri piccoli amici ma le pratiche di eliminazione delle vulnerabilità, ridurranno davvero molto le opportunità per i predatori. Parlando di eliminazione delle vulnerabilità, riferendoci ai nostri animali domestici, potremmo adottare alcune semplici regole o accorgimenti che potrebbero davvero salvarci dal furto. Ad esempio, anche se sembra superfluo dirlo, sarebbe opportuno lasciare il nostro cane o gatto dentro l’abitazione, quando siamo assenti, senza lasciarlo libero in giardino, soprattutto quando ci allontaniamo per molte ore per andare a lavorare. Tenere il cane al guinzaglio quando si va a fare una passeggiata e liberarlo solo se siamo in condizioni di poterne osservare gli spostamenti per evitare che sparisca dietro a siepi o altro e sfugga alla nostra vista anche se per pochi istanti. Rendere identificabili gli animali, oltre che con il microchip (obbligatorio per legge) con un collare che riporti i dati del proprietario in modo che possa rapidamente essere riconsegnato in caso di smarrimento. Sterilizzare o castrare il vostro animale al fine di abbassare il suo desiderio di allontanarsi da casa e renderlo meno appetibile per le tipologie predatori sopra descritti (allevatori e laboratori). Non mettere annunci sui giornali per regalare cucciolate indesiderate, o almeno accertarsi bene prima di cedere un cucciolo a sconosciuti, andando a verificare di persona dove verrà ospitato e facendo firmare un atto privato con il nuovo proprietario accertandovi della sua identità. Chiedere anche una somma irrisoria di 30/40 euro per un cucciolo non di razza, servirà a scoraggiare acquirenti interessati ad altre sorti del vostro animale. Osservare la presenza di sconosciuti che si aggirano nel quartiere o nella vostra via, segnalandone subito la presenza alle Forze dell’Ordine prendendo la targa del veicolo e descrivendo bene le persone sospette. Avvisare poi i vostri vicini, scrivendo un messaggio nelle chat di whatsapp dei gruppi di Controllo di Vicinato o informandoli di persona. In caso di sospetti, è importante agire immediatamente, chiamando il 112. In caso di smarrimento (o furto) del vostro amico non umano, sarebbe utile fare un volantino dove specificare il nome dell’animale, il colore, e la razza, includendo la posizione in cui il vostro animale domestico è stato visto l’ultima volta e un contatto o un numero di telefono. Una strategia da adottare in questi casi, è quella di scrivere sul volantino, che il vostro animale ha bisogno di cure mediche, al fine di scoraggiare qualcuno che vorrebbe tenerlo con sé. Prendere contatto con i rifugi locali (canili e associazioni e cliniche veterinarie o ambulatori veterinari in genere) inviando loro i volantini. Monitorare poi, gli animali domestici in vendita o adozione leggendo gli annunci su giornali o online, verificando se sussistono elementi, nella descrizione, che coincidono con il vostro animale. Andare in giro e chiamare il nome del vostro animale domestico nella zona dove è stato visto l’ultima volta. Ciò è particolarmente utile durante le ore serali quando il rumore del traffico è diminuito e c’è la probabilità che il vostro cane possa sentirvi e rispondere abbaiando. Nel caso crediate di avere individuato il vostro animale e la persona che lo ha preso con sé, non prendete iniziative ma chiamate le Forze dell’Ordine per aiutarvi a recuperare il vostro pet. Se qualcuno sostenesse di aver trovato il vostro cane smarrito, fategli domande specifiche per essere sicuri trattarsi del vostro amico a quattro zampe senza mai anticipare somme di denaro richieste con pagamenti su Postpay o simili anche se avete offerto una ricompensa. In caso di smarrimento di animale, prima di rilasciare denaro a chi ve lo restituisce, chiamate le Forze dell’Ordine o la Polizia Locale per identificare la persona che ve lo sta riconsegnando ed alla quale state dando dei soldi per ricompensa. Non rinunciate mai alla speranza di ritrovare il piccolo amico. Continuate a inviare volantini, monitorare siti Web e controllare gli annunci dei giornali. Il vostro animale domestico potrebbe essere stato trovato da persone per bene e altruiste che potrebbero rendersi conto che sono in possesso di un animale rubato o smarrito e, per questo, restituirlo. Il controllo di Vicinato continua ad essere un ottimo strumento di prevenzione e di ausilio per le fasi di ricerca in caso di smarrimento o furto di animali domestici. Aderire al progetto e creare gruppi di Controllo di vicinato nei propri quartieri non è una cosa difficile da attuare. Chiunque può fare partire il progetto del CDV nella propria zona, cercando su internet i volontari che potranno aiutarli a realizzare il progetto. In Italia, tra le altre, ci sono due grandi associazioni, tra loro collegate, che forniscono ausilio gratuito ai cittadini che intendono partire con il programma di Controllo di Vicinato e sono: INWA (Italian Neighbourhood Watch Association) presieduta da Francesco Caccetta e ANCDV (Associazione NAZIONALE Controllo di Vicinato) presieduta da Leonardo Campanale. Le associazioni possono essere contattate direttamente sui loro siti www.inwa.it e www.ancdv.it .

[1] Centro Studi Sintesi (aprile 2017)

[2] Rapporto Assalco – Zoomark 2017

[3] Euromonitor International (2016)

[4] http://aidaa-animaliambiente.blogspot.it/2018/01/aumentati-i-furti-di-cani-nel-2017.html

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Sede Legale INWA, progetti in itinere e collaborazioni.

Sono in corso i preparativi per l’inaugurazione della sede di INWA, alla quale saranno invitati tutti i soci ed i simpatizzanti.

L’associazione, presieduta dal criminologo dott. Francesco Caccetta, che si occupa di ricerca, studio e formazione nell’ambito della Sicurezza Urbana e Partecipata, ha appena presentato un importante ricerca sulla percezione del rischio da parte dei titolari e dipendenti degli esercizi pubblici, al fine di sviluppare una strategia di Controllo di Vicinato per i commercianti con basi scientifiche.

Si evidenzia la consolidata collaborazione con il Centro Studi per la Legalità, la Sicurezza e la Giustizia (CSLSG) di Marco Strano e il doppio binario di Ricerca nell’ambito della percezione del crimine e la partnership con ANCDV Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, presieduta da Leonardo Campanale.

Seguite questo sito per conoscere le novità sulla delicata materia del Controllo di Vicinato, spesso trattata da improvvisatori, che potrebbero davvero cambiare la percezione del crimine e migliorare le condizioni di lavoro in Sicurezza dei commercianti.

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Le Siepi in giardino: Privacy VS Sicurezza

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Qualsiasi barriera posta tra un obiettivo e la visuale degli operatori delle Forze di Polizia e dei cittadini è sempre un problema di Sicurezza. La precauzione andrebbe presa dai singoli cittadini, al fine di rendere le loro pertinenze più visibili. La Sicurezza è sempre un compromesso con la privacy ma la prima deve sempre prevalere. Rendete le vostre case ispezionabili agli occhi delle Forze dell’Ordine e illuminate le vostre abitazioni con sensori o interruttori crepuscolari. Tagliate le siepi e preferibilmente mettete piante urticanti o ungulate mantenendole basse. Creano problemi ai ladri che per scavalcarle debbono rischiare di pungersi e permettono alle Forze di Polizia ed ai vicini di vedere la vostra casa. I delinquenti prediligono sempre zone buie dove nascondersi dagli occhi di tutti. Una zona ben illuminata e facilmente visibile dalla pubblica via è sempre un ottimo deterrente. Meglio ancora se associata ad un programma di controllo del vicinato. #cdv @francescocc @inwacdv @controllodivicinato   www.inwa.it

The Gypsy code, or Gypsies’ code

From the book: “Opportunity Suits the Thief” Francesco Caccetta, English edition 2015

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It’s a habit, by now: as soon as a critical economic stage gets impending, early fears are back. It is frequently noticed, as a matter of facts, that many people use to call the Police just to report about strange scribbles on a street lamp, on a tree, rather than on a wall nearby their homes. Scribbles that have nothing to do with the cyclostyled ones, filling up the web, or long since spread by parishes as leaflets, the so-called Gypsies’ code, although a so much enlarged worry pervading our communities leads to an even excessive upset. The Gypsy code, or Gypsies’ code, is quite available to find, by surfing the internet, through any picture gallery shown by a search engine –many reliable experts have dealt with this matter – and yet it really stands as an obsymorus, so that indeed we can call it a “true-lie”, fibs told as truth. Though in time these scribbles were widely shown as wrongly-connected with the Gypsies, many people, even properly worried about cyclical waves of thefts all over the country, have somehow suffered some dark charm by the questioned symbols, sometimes disregarding the common shrewdness to follow not to be robbed. In my opinion, since its wide European spread, this leaflet someway reminds us the famous pamphlet “The early wise of Zion”, lately come up again by Daniel Pipe, whose spread for ages couldn’t have been stopped, nor the wide willingness of many to behold that book as reliable. So, the spread and some willingness to believe that the mysterious leaflet showing a supposed Gypsy code could be someway reliable is likely due to some legacy which features our deepest vision of a different ethnic group. The Gypsies are known to be nomadic, hardly tied to a particular land or its people, even if their presence has all along been mixed to ours; they are bringers of mysterious, secret stories, somehow coloured with some occultism and magic, which feeds common fantasies and helps spread fears, besides a sort of discrimination sense, that however doesn’t fit any longed-for security perception. The root of this symbols is anyhow linked up with the wanderings’ language, and dates from the early 20s in the XIX century, when, because of a deep recession the number of no fixed abode people, roaming through the nations, had a conspicuous increase, and touched a considerable quantity. It’s now easy to guess why the Hobos’ language (Hobo is how the Americans used to name the vagabonds) was to hide some shared, survival code,through even a conventional alphabet, meant to inform who would come later about the possible availability of a country, or a town, or maybe a single house to be a good host, or otherwise meant to beware of a hostile place. The questioned leaflet, as turned by the Leviathan of the perceived insecurity into a Gypsies’ secret code, has probably arrived in Italy, with its odd scribbles roughly alike the symbols that still go round the web, about 40 years ago; roughly alike, except for some details lately cropped up. It’s hard to say how, but the effect was explosive: nearly all believe that code to be real, and ascribe it to the Gypsies, although an apparent lack of congruence. I defy anyone not to have ever heard a friend being sure to have noticed one of those scribbles on an entryphone, rather than on a neighbour’s boundary wall… To have helped a further spread of the questioned leaflet we ought to admit an even excessive zeal, as for some policemen, who thought, in good faith, to serve the community, by supporting somehow the authenticity of that false code. The symbols list shows anyway a certain inconsistency; I’m now going to quote a few contradictions, just to highlight how unlike they are. We can see, for instance, the symbol III (like a 3 in Roman numerals) pretending to mean “keep off this municipality”, but it seems it was carved on some entryphones, while it should have been found elsewhere, as on a road billboard announcing you’re entering the district of a town. One more scribble stands for “very attractive house”, or “desirable”. Now, what’s the point of talking to other thieves about an attractive house? It would be much more opportune if the thief kept his own secret, in order to strike once more the suitable target, without informing his competitors! Yet, what mostly rouse our suspicions is that such a relevant code – so useful to both burglars and Gypsies – get hardly in the line of an all-over spread document, long since so well known… what’s its use? Why then not to command an army at war to make use of Julius Caesar’s cipher-book? Can you ever think of a Gypsy, so naturally wary and cautious, nearly invisible, while studying a series of small, almost imperceptible, scribbles craved on an entryphone plate, or on a wall? He would be noticed as well, and his attempt would be surely thwarted. As matters stand, most of people are divided between believers and unbelievers, unless we consider a third opinion class “it’s not true, but I believe it all the same..” which leads me to draw a conclusion, that, though respectful for any other point of view, could set all agree. To prevent one’s home from being robbed, it could be convenient that you mark your own entryphone, or your boundary walls, with a ciphered Gypsy-symbol meaning “just visited!!!” or “just robbed” as you like; a suitable trick to get the Gypsy confused. He might even decide to save your property from a possible theft, but that’s just provocative, not surely the advice I am willing to give. My exhortation is that you follow the common rules of shrewdness to defend both your house as your possessions, even in the case the mentioned scribble may be truly a Gypsy code. I therefore urge you to have good terms with your neighborhood, just to take mutual advantage of any shared information and benefit as someone else looks after your property, while you’re away; but above all, don’t you ever let unknown people enter your house. This is the best cleverness symbol against any supposed Gypsy scribble!

 

Francesco Caccetta ©

Il primo progetto scientifico di Controllo di vicinato per commercianti presentato al congresso Nazionale della Società Europea di Criminologia da INWA.

“I metodi del controllo di vicinato e della sicurezza partecipata, che stanno contribuendo a ridurre sensibilmente il numero dei reati, possono essere molto utili anche per difendere i commercianti. Il metodo proposto da INWA e’ supportato da una rigorosa ricerca scientifica ed è stato presentato alla Società Europea di Criminologia. Il 1 settembre, di fronte a scienziati e ricercatori provenienti da tutto il mondo, il sistema di prevenzione del crimine dedicato ai commercianti verrà presentato a Sarajevo nel corso della Conferenza della European Society of Criminology e, dai primi di settembre, diffuso poi gratuitamente ai commercianti italiani, attraverso i membri dell’INWA autorizzati, nel corso di incontri in fase organizzativa in diverse località italiane.